MARTEDI' h.16-18 (Ass.ne Il vento dell'aiuto Noventa)
h.16-18 (Coop. Margherita-Sandrigo)
GIOVEDI' h.16-18 (Gruppo Davide e Golia-
Caritas Vicenza)
VENERDI' h.18-20 (Ass.ne Ritrovarsi-Sarcedo)
Fin
dagli esordi dell’Associazione, è stato
condiviso e chiaro tra i soci l’intento di utilizzare
il metodo Biodanza con un approccio civico e sociale,
sfruttando l’enorme risorsa relazionante della
disciplina che la rende adatta a configurarsi come
una pedagogia sociale di espressione di sé
e di relazione con l’altro.
La
Biodanza come metodo era apparsa fin da subito come
un buon strumento da applicarsi tanto in situazioni
sociali di disagio (persone con handicap, disabilità,
disagio psichico) quanto in progetti di prevenzione
del disagio stesso e di valorizzazione della persona
(progetti di Biodanza nei quartieri e nelle scuole,
in collaborazione con le Amministrazioni comunali).
Dal 1997 ad oggi sono numerosi i progetti di Biodanza
clinica e sociale che il centro Gaja ha sostenuto
e sostiene, molti dei quali a titolo gratuito (per
mezzo di una “tassazione simbolica di ore di
gratuità” che gli insegnanti della Rete
mettono a disposizione del progetto) ovvero con il
solo rimborso delle spese logistiche e di viaggio.
Biodanza
e società civile: scenari amici degli esseri
umani
*Enti
e associazioni di promozione culturale e sociale disagio
psichico
*Handicap e disabilità
*Terza età
*Disturbi del comportamento alimentare
*Tossicodipendenze
*Biodanza nei luoghi di lavoro
*Biodanza con persone immigrate
*Biodanza e bambini: ludoteche a mediazione corporea.
Fin dagli esordi dell’Associazione, è
stato condiviso e chiaro tra i soci l’intento
di utilizzare il metodo Biodanza con un approccio
civico e sociale, sfruttando l’enorme risorsa
relazionante della disciplina che la rende adatta
a configurarsi come una pedagogia sociale di espressione
di sé e di relazione con l’altro. La
Biodanza come metodo era apparsa fin da subito come
un buon strumento da applicarsi tanto in situazioni
sociali di disagio (persone con handicap, disabilità,
disagio psichico) quanto in progetti di prevenzione
del disagio stesso e di valorizzazione della persona
(progetti di Biodanza nei quartieri e nelle scuole,
in collaborazione con le Amministrazioni comunali).
Dal 1997 ad oggi sono numerosi i progetti di Biodanza
clinica e sociale che il centro Gaja ha sostenuto
e sostiene, molti dei quali a titolo gratuito (per
mezzo di una “tassazione simbolica di ore di
gratuità” che gli insegnanti della Rete
mettono a disposizione del progetto) ovvero con il
solo rimborso delle spese logistiche e di viaggio.
Biodanza Clinica
Riteniamo
che l’attività promossa dal Centro
Gaja in questo decennio sia del tutto configurabile
come attività di formazione, prevenzione
e riduzione del disagio dalla forte valenza sociale
e civica nell’ottica della promozione di una
cultura della persona e del suo valore. In questo
decennio sono centinaia e centinaia le persone,
in stato di disagio o no, che si sono avvalse del
metodo Biodanza e ne hanno tratto beneficio. Questo
beneficio è un beneficio non privato ma “sociale”
perché le persone lo hanno portato poi a
casa in famiglia, nei luoghi di lavoro e nei quartieri
delle città dove vivono.
Per questo motivo, e per poter continuare la nostra
opera sociale e civile nella più ampia visibilità,
abbiamo fatto richiesta alla Regione Veneto che
l’attività del Centro Gaja sia qualificata
con lo status di On.lus.
Biodanza
per disabili fisici, neurologici e psichici
Con
disabili fisici, malati neurologici e psichici,
l'approccio della Biodanza può sicuramente
rappresentare una efficace collaborazione in quei
progetti istituzionali (Ulss/Strutture di auto-aiuto/ecc.)
per una cura umana e per la valorizzazione della
persona, piuttosto che della malattia, nel quadro
del disagio psichico.
La grande intuizione della legge 180 (abolizione
dei manicomi considerati lazzaretti e non luoghi
di cura) ha tuttavia creato disagio grave per i
malati di mente e per le loro famiglie, non realizzando
strutture alternative, che al momento presente sono
attivati spesso per volontà e onere del cosiddetto
terzo settore (associazioni di volontariato laico
e cattolico, ecc.). Si è purtroppo passati
dal "manicomio visibile" a quello "invisibile"
con tantissime persone nella sofferenza e nel disagio,
costrette a vivere chiuse in casa soltanto perché
la società non riconosce loro in maniera
proficua il diritto alla salute.
Efficaci si rivelano dunque gli interventi di Biodanza
con pazienti disabili e psichici: ciò che
accade è che la persona, per il tramite del
movimento emozionato, recupera il valore di "ciò
che è" esattamente "così
com'è". Si attiva, ovvero, una valorizzazione
della parte sana, e non di quella sofferente, dell'individuo
che apporta valore aggiunto alla motivazione esistenziale
e può contribuire ad attivare ecofattori
di autoguarigione.
Per
quel che concerne le malattie neurologiche, si è
di recente conclusa una sperimentazione promossa
dall'Università di Pavia ("Istituto
neurologico C. Mondino), ideata direttamente dal
prof. Rolando Toro per verificare gli effetti della
Biodanza nella riabilitazione dei malati di morbo
di Parkinsons.
Riflettere
sul potenziale di cambiamento che la proposta di Biodanza
può suscitare nel momento in cui viene resa
agibile a livello civico e istituzionale significa
concretizzare un progetto che ridà valore,
a livello sociale alla qualità delle relazioni
umane.
Ciò significa ritornare a dare cittadinanza
piena alle emozioni e alla loro espressione. Sollecitare
stili di vita improntati al piacere e all’autoespressione,
più ecologici e rispettosi di sè e dell’altro.
Sostituire, nella comunicazione, il giudizio e la
competizione con il dialogo e lo scambio. Abbassare
la soglia di stress e di estraniamento rispetto alla
propria vita.
Biodanza propone la possibilità di riscoprire
la relazione con se stessi, e con il mondo circostante
, esprimendo appieno il proprio potenziale umano e
rendendolo disponibile agli altri.
I suoi scopi sono:
-Espressione della propria Identità
-Migliorare lo stato di salute
-Ridurre lo stress causato dal vivere quotidiano
-Migliorare la relazione comunicativa tra le persone
-Sciogliere le tensioni accumulate nel proprio corpo
-Aumentare l’autostima/Rafforzare il Sistema
Immunitario
-Sviluppo ed espressione dei potenziali innati di
ogni essere umano: vitalità ,sessualità,
creatività ,affettività ,trascendenza
I suoi effetti sono:
-Riduzione dell’ansia e della depressione /Rinforzo
del Sistema Immunitario
-Aumento della gioia di vivere/Aumento dell' energia
disponibile
-Maggior Iibertà con sé stessi/Maggior
armonia del proprio corpo
-Sviluppo delle proprie potenzialità/Miglioramento
delle relazioni con gli altri
-Diminuzione sensibile dei disturbi psicosomatici/Miglioramento
della qualità della vita
Ecco perché creare spazi di Biodanza in ambiti
sociali rappresenta una forte opportunità di
benessere collettivo.
Significa introdurre in contesti civici ecofattori
positivi per lo scambio umano: comunicazione ecologica,
tolleranza, dialogo con la diversità.
Elenchiamo
qui di seguito i principali progetti di Biodanza
agiti dal centro:
- Gruppo con persone immigrate in
collaborazione con “La Casa per la pace di
Vicenza” (1997)
- Gruppo con malati psichici (1999-tuttora
in corso) con il gruppo di auto-aiuto "Davide
e Golia"-Caritas.Referenti: dott. Livio Dalla
Verde, psichiatra; dott. Andrea Spolaor, psicologo.
- Gruppo con malati psichici con
il gruppo “Il vento dell’aiuto”-Noventa
(2005-tuttora in corso)
- Gruppo con malati psichici con
il gruppo di auto-aiuto “Davide e Golia”
di Schio (2003)
Referente: sig.ra Angela Zanuso-sig.ra Luciana Botoli.
- Gruppo con malati psichici con
l'Ulss 5 all'interno della Ctrp “Girasole”
di Montecchio Maggiore (2000) Referente: dott. Giulio
Gios, psichiatra; Daniela Zambelli, assistente sociale.
- Gruppo con disabili fisico-psichici,
con il Centro diurno riabilitativo "Jumbo jet"
di Vicenza (1999) e il Get (Gruppo educativo territoriale)
dell'Uls 6 di Via Maurisio.
- Gruppo con disabili fisico-psichici presso la Comunità residenziale Anffas di
Vicenza (2003)
- Biodanza per bambini presso un
asilo privato di Thiene-Vicenza
- Gruppo con assistenti all'infanzia e sociali presso l'Istituto "Montagna" di Vicenza
(2000)
- Gruppo con ragazzi sordi dell'Istituto
"Magarotto" di Padova (1998)
- Gruppo con ospiti della Comunità
per il recupero della tossicodipendenza a Vicenza
(Comunità terapeutica "Vita Nuova")
(2000)
- Biodanza aziendale (Formazione
per parrucchieri in seno al progetto “La rete”
dei Saloni Casarotto-Vicenza) 2004
- Biodanza per la cittadinanza di Chiampo - progetto avviato in collaborazione con
il Comune di Chiampo/Vicenza -sindaco Giuliana Fontanella
- consistente in uno stage gratuito per la cittadinanza
di Chiampo e in un corso settimanale di Biodanza
gratuito). 2001
- Due progetti per persone diversamente
abili e loro familiariin
collaborazione con l’Associazione “Insieme
per comunicare” di Thiene (2005 tuttora in
corso)
- Progetti di Biodanza Friendly: minicorsi
gratuiti di Biodanzanelle circoscrizioni
e nei consigli di quartiere
1997: Casa per la Pace
1998: Circoscrizione 3 Vicenza
1999: Circoscrizione 3 Vicenza
2005-2006:
Circoscrizione 5 Vicenza
Circoscrizione 2 Vicenza
Circoscrizione 3 Vicenza
Consiglio di quartiere 3 Voltabarozzo Padova
Comune di Giavera-Treviso
-Formazione pubblica per la cittadinanza:
Ciclo di conferenze formative gratuito rivolto alla
cittadinanza “Corpo-salute-emozioni”
2005-Vicenza Conferenze pubbliche gratuite a “La
scuola del villaggio” Creazzo Vicenza
-Formazione pubblica rivolta alla riduzione del
disagio
Corso di Biodanza a sostegno della campagna “Meno
alcool più gusto” promossa dal Sert
Uls 6 Vicenza (2005-2006 due edizioni in progetto
la terza).
Centro Gaja - Scuola di Biodanza "Rolando Toro"- Via dei Mille 39 - 36100 Vicenza tel. e fax 0444.0444-569702 cell.
338-8992362